In sintesi
- ReTuna Återbruksgalleria di Eskilstuna (Svezia) è la prima galleria commerciale al mondo dedicata solo all’usato: aperta il 28 agosto 2015, è di proprietà pubblica.
- Il punto di forza non è il negozio ma la filiera: la galleria sorge accanto al centro di raccolta e intercetta gli oggetti prima che diventino rifiuti.
- Oggi conta oltre 360.000 visitatori l’anno, 22 attività (erano 7) e 83 posti di lavoro (erano 25).
- In Italia lo stesso modello si può costruire con gli strumenti già previsti dal Codice dell’ambiente: centri del riuso e centri di preparazione per il riutilizzo.
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Esiste un centro commerciale in cui si vendono solo oggetti usati, riparati o trasformati. Si chiama ReTuna Återbruksgalleria e si trova a Eskilstuna, in Svezia, circa 100 km a ovest di Stoccolma. Lo abbiamo guardato con gli occhi di chi progetta servizi di igiene urbana: come funziona, perché funziona e cosa può fare un Comune italiano per replicarlo.
Che cos’è ReTuna
ReTuna è una galleria commerciale in cui tutto ciò che si vende è usato, riparato, trasformato oppure prodotto in modo sostenibile. Ci sono negozi di mobili, abbigliamento, giocattoli, elettronica, biciclette, articoli per la casa e giardinaggio, un bistrot, sale riunioni e perfino un corso annuale di “Recycle Design” della scuola superiore popolare di Eskilstuna.
Il dettaglio più importante: ReTuna è pubblica. L’idea nasce da una scelta politica dell’amministrazione comunale; i lavori sono iniziati nell’agosto 2014 e la galleria ha aperto il 28 agosto 2015. Oggi la gestisce Eskilstuna Energi och Miljö (EEM), la società del Comune che si occupa anche di acqua, energia e rifiuti: è a tutti gli effetti un ramo del servizio di gestione dei rifiuti.

I numeri, dalle fonti ufficiali
| Indicatore | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Apertura | 28 agosto 2015 | ReTuna |
| Visitatori | oltre 360.000 l’anno; oltre 2 milioni dall’apertura | EEM, comunicato 4/7/2025 |
| Attività nella galleria | da 7 a 22 | EEM, comunicato 4/7/2025 |
| Posti di lavoro | da 25 a 83 | EEM, comunicato 4/7/2025 |
| Vendite | 11,7 milioni di corone svedesi nel 2018 (circa 1,1 milioni di euro): ultimo dato pubblicato | ReTuna |
| Riconoscimenti | Guinness dei primati (2020) come prima galleria del riuso; “Negozio circolare dell’anno 2026” in Svezia | EEM, comunicati 4/7/2025 e 27/5/2026 |
| Nuovo progetto | deposito e negozio di materiali edili di recupero (progetto UE Waste to Value, 2025-2028: 3,33 milioni di euro, di cui 2,67 dal programma Interreg Central Baltic) | EEM, comunicato 23/3/2026 |
Come funziona: la filiera in quattro passaggi
La galleria non è un mercatino. È l’ultimo anello di una filiera progettata a partire dal centro di raccolta (in svedese återvinningscentral), che si trova nello stesso complesso.
- Conferimento. Il cittadino arriva in auto al centro di raccolta: separa nei cassoni ciò che va riciclato e consegna gli oggetti ancora utilizzabili al deposito “Returen”, all’ingresso della galleria.
- Prima cernita. Al deposito lavorano gli operatori di un’unità comunale per l’inserimento lavorativo: decidono cosa può avere una seconda vita e cosa no.
- Seconda cernita e lavorazione. Gli oggetti selezionati vengono distribuiti ai negozi, che scelgono cosa riparare, sistemare, trasformare (upcycling) e vendere.
- Vendita e scarti. Ciò che si vende esce dal ciclo dei rifiuti; ciò che non trova mercato torna nei flussi di riciclo o recupero del centro di raccolta.

Per i tecnici: perché il modello funziona
- Intercettazione a monte. L’oggetto viene preso prima di essere gettato nel cassone: resta un bene e non diventa un rifiuto. È prevenzione, il gradino più alto della gerarchia dei rifiuti.
- Logistica a costo quasi zero. Il cittadino porta già i suoi oggetti al centro di raccolta: il riuso sfrutta un viaggio che avviene comunque.
- Doppio filtro di qualità. La prima cernita (pubblica) scarta l’inutilizzabile; la seconda (commerciale) seleziona ciò che ha mercato. Ai negozi arriva un flusso già vagliato.
- Regia pubblica, gestione mista. La società comunale possiede l’immobile e governa la filiera; i negozi sono gestiti da imprese, associazioni e realtà sociali.
- Valore sociale. Una parte dei posti di lavoro è legata a percorsi di inserimento lavorativo.
C’è anche un limite da dire con chiarezza: le fonti ufficiali non pubblicano le tonnellate intercettate né quanta parte di ciò che si vende sostituisce davvero un acquisto nuovo. Sono proprio questi i due numeri che misurano il beneficio ambientale. Chi progetta un centro del riuso in Italia dovrebbe prevedere fin dall’inizio la pesatura in ingresso e in uscita.

In Italia si può fare? Il quadro normativo
Sì: gli strumenti esistono già. Il punto delicato è la linea che separa un bene usato (che si può scambiare liberamente) da un rifiuto (che richiede le regole della gestione rifiuti).
| Riferimento | Cosa prevede |
|---|---|
| D.Lgs. 152/2006, art. 179 | Gerarchia dei rifiuti: prima la prevenzione, poi la preparazione per il riutilizzo, poi il riciclaggio |
| D.Lgs. 152/2006, art. 181, c. 6 | EGATO o Comuni possono individuare nei centri di raccolta spazi per lo scambio tra privati di beni usati e funzionanti e aree per il deposito dei rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo, anche con operatori professionali dell’usato |
| D.Lgs. 152/2006, art. 214-ter e D.M. 10 luglio 2023, n. 119 | Preparazione per il riutilizzo in forma semplificata: controllo, pulizia, smontaggio e riparazione di rifiuti con comunicazione di inizio attività; il prodotto è etichettato “Prodotto preparato per il riutilizzo” |
| D.M. 26 marzo 2026 | Nuova disciplina dei centri di raccolta: i centri esistenti si adeguano entro il 14 maggio 2027. È l’occasione per progettare anche gli spazi del riuso |
| CAM servizi di igiene urbana (D.M. 7 aprile 2025) | Distinguono il centro per lo scambio e il riuso (beni, non rifiuti) dal centro di preparazione per il riutilizzo (rifiuti, art. 214-ter) |
| D.Lgs. 152/2006, art. 181, c. 4 | Obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti urbani: 55% al 2025, 60% al 2030, 65% al 2035 |
| Direttiva (UE) 2025/1892 | Tessili: responsabilità estesa del produttore, cernita obbligatoria e priorità al riutilizzo, ruolo dell’economia sociale. Recepimento entro il 17 giugno 2027 |
Due modelli, regole diverse
- Centro del riuso: riceve beni che il cittadino consegna perché siano usati da altri. Non tratta rifiuti, quindi non serve un’autorizzazione alla gestione dei rifiuti; bastano un regolamento comunale e, di solito, una convenzione con un’associazione o un operatore.
- Centro di preparazione per il riutilizzo: lavora su oggetti già diventati rifiuti (per esempio ingombranti conferiti al centro di raccolta). Rientra nella disciplina dei rifiuti, con la procedura semplificata del D.M. 119/2023.
ReTuna, in termini italiani, combina i due modelli: il deposito “Returen” intercetta beni prima del cassone, i negozi riparano e trasformano. La scelta tra i due regimi va fatta in fase di progetto, perché cambia autorizzazioni, tracciabilità e responsabilità.
E la TARI?
Ogni oggetto riutilizzato è un ingombrante in meno da trasportare e trattare. Se il centro del riuso è inserito nel servizio affidato al gestore, costi e ricavi vanno trattati nel PEF secondo il metodo tariffario ARERA (MTR-3); se è gestito fuori dal servizio, per esempio da un ente del terzo settore, ne resta escluso. Conviene chiarirlo con l’Ente territorialmente competente prima dell’avvio, per evitare doppi conteggi.
Cosa può fare un Comune: checklist
- Verificare il centro di raccolta: spazi disponibili e adeguamento al D.M. 26 marzo 2026 entro maggio 2027.
- Scegliere il modello: centro del riuso, preparazione per il riutilizzo o entrambi.
- Approvare le regole: regolamento del centro, beni ammessi, responsabilità, coordinamento con il contratto di servizio.
- Coinvolgere i soggetti giusti: associazioni, cooperative sociali, artigiani della riparazione, operatori dell’usato.
- Misurare: chilogrammi in ingresso, quota venduta o donata, scarti avviati a riciclo.
- Comunicare: orari, cosa si può portare, dove finiscono gli oggetti.
❓ Domande frequenti
Che cos’è ReTuna?
È la galleria commerciale dell’usato di Eskilstuna, in Svezia, aperta nel 2015. È di proprietà della società comunale Eskilstuna Energi och Miljö e sorge accanto al centro di raccolta, da cui riceve gli oggetti riutilizzabili.
ReTuna è un’iniziativa privata?
No. È nata da una decisione dell’amministrazione comunale ed è gestita dalla società pubblica che si occupa anche dei rifiuti. I negozi interni sono gestiti da imprese, associazioni e realtà sociali.
In Italia un Comune può aprire un centro del riuso?
Sì. L’art. 181, comma 6, del D.Lgs. 152/2006 consente a EGATO o Comuni di individuare spazi nei centri di raccolta per lo scambio di beni usati e per il deposito dei rifiuti destinati alla preparazione per il riutilizzo.
Che differenza c’è tra riuso e preparazione per il riutilizzo?
Il riuso riguarda beni che non sono mai diventati rifiuti. La preparazione per il riutilizzo riguarda oggetti già diventati rifiuti, che vengono controllati, puliti o riparati: per questa attività si applica la procedura semplificata del D.M. 119/2023.
Il riuso fa risparmiare sulla TARI?
Può ridurre i costi di trasporto e trattamento degli ingombranti. L’effetto in tariffa dipende da come il centro è inserito nel servizio e nel PEF, da definire con l’Ente territorialmente competente.
Fonti: sito ufficiale di ReTuna Återbruksgalleria (pagina “About us”); comunicati stampa di Eskilstuna Energi och Miljö del 4 luglio 2025, 23 marzo 2026 e 27 maggio 2026; D.Lgs. 152/2006 nel testo vigente.
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