loader image
Smart Engineering


Rifiuti, arriva R3: ARERA misurerà l’efficienza della gestione dei rifiuti anche attraverso la CO₂

Con il Documento per la consultazione 273/2026/R/RIF del 23 luglio 2026, ARERA entra nella fase operativa di definizione del nuovo macro-indicatore R3 – Efficienza tecnico-ambientale.

R3 sarà applicato dal 2028 e avrà un obiettivo preciso: valutare l’efficienza ambientale dell’intera filiera dei rifiuti urbani, dalla raccolta al trasporto, fino agli impianti di trattamento e al destino finale. Il provvedimento definitivo è previsto entro il 31 dicembre 2026. 

Cosa misura R3

Il principio alla base di R3 è semplice: non basta conoscere quanta raccolta differenziata viene effettuata. Occorre capire anche come viene organizzato il servizio e quali impatti produce lungo tutta la filiera.

ARERA utilizzerà come metrica la CO₂ equivalente e concentrerà l’analisi, in particolare, sui rifiuti urbani residui, sulla frazione organica e sulla frazione estranea presente nei materiali raccolti.

Il macro-indicatore distingue tre principali componenti:

  • impatto della raccolta e del primo trasporto dei rifiuti;
  • impatto del trasferimento agli impianti di trattamento;
  • impatto del trattamento fino al destino finale.

L’obiettivo è individuare in quale fase si concentrano le inefficienze ambientali e, conseguentemente, orientare specifiche traiettorie di miglioramento. 

Mezzi e distanze diventano elementi centrali

R3 avrà effetti importanti sulla progettazione dei servizi di raccolta.

Per i veicoli, ARERA propone di considerare sia le emissioni legate alla produzione dell’energia utilizzata, le cosiddette emissioni “upstream”, sia quelle prodotte durante l’utilizzo del mezzo, “on site”.

La valutazione terrà conto di elementi come alimentazione, categoria e capacità del veicolo, classe Euro, tecnologia e condizioni operative. Per metano e protossido di azoto, ARERA intende utilizzare la metodologia COPERT 5. 

Il Documento contiene anche un esempio interessante riferito a un veicolo pesante rigido Euro 6, con capacità tra 7,5 e 12 tonnellate. Nelle ipotesi considerate, il fattore emissivo complessivo risulta pari a circa:

  • 1,065 kgCO₂eq/km per il gasolio;
  • 0,837 kgCO₂eq/km per il gas naturale;
  • 0,956 kgCO₂eq/km per il biometano;
  • 0,311 kgCO₂eq/km per l’elettrico.

Non si tratta di valori universali, ma l’esempio chiarisce bene quanto la composizione del parco mezzi potrà incidere sul futuro indicatore. 

Anche le distanze avranno un ruolo decisivo. ARERA prevede di rilevarle tramite GPS o contachilometri e, quando uno stesso mezzo serve più ambiti tariffari, i chilometri dovranno essere ripartiti in coerenza con i driver utilizzati nei PEF

La scelta dell’impianto conterà sempre di più

R3 non si ferma alla raccolta. Una parte fondamentale del calcolo riguarda gli impianti di trattamento.

Il Documento prende in esame discariche, incenerimento, trattamento meccanico e meccanico-biologico, compostaggio, digestione anaerobica e impianti misti aerobico-anaerobici.

Le differenze prospettate sono molto rilevanti.

Per la discarica ARERA ipotizza un fattore emissivo on site di circa 1.400 kgCO₂eq per tonnellata, senza riconoscere i benefici derivanti dall’eventuale produzione di energia dal biogas.

Per il compostaggio viene indicato un fattore di emissione diretta di 81,80 kgCO₂eq/t, al quale potranno essere sottratti i benefici associati alla produzione di compost.

Per la digestione anaerobica il fattore emissivo diretto prospettato è invece pari a 1,12 kgCO₂eq/t, considerando anche, nel calcolo complessivo, la gestione del digestato e i benefici connessi alla produzione energetica. 

Questo significa che, in prospettiva, scegliere un impianto non sarà soltanto una questione di tariffa di conferimento. Distanza, tecnologia, consumi e recuperi potranno concorrere alla performance ambientale complessiva della gestione.

Più attenzione alla qualità della raccolta differenziata

Un altro aspetto importante riguarda la frazione estranea.

ARERA intende attribuire alla fase della raccolta anche l’impatto derivante dalla successiva gestione degli scarti presenti negli imballaggi e nell’organico.

La logica è evidente: incentivare i gestori non soltanto a raccogliere più materiale, ma a raccoglierlo meglio.

Una percentuale elevata di raccolta differenziata accompagnata da molte impurità può infatti generare maggiori trasporti, selezioni e trattamenti. Con R3 diventa quindi centrale la qualità effettiva dei flussi raccolti

Un nuovo sistema di dati e tracciabilità

L’introduzione di R3 comporterà anche una maggiore strutturazione delle informazioni.

ARERA intende collegare i dati utilizzati per il calcolo dell’indicatore con documentazione già prevista dalla normativa, tra cui registri cronologici di carico e scarico, FIR e MUD.

Dovranno inoltre essere disponibili informazioni su chilometri percorsi, quantità conferite, caratteristiche dei mezzi, fattori emissivi degli impianti e destino finale dei rifiuti.

Per le filiere più complesse, come quelle che comprendono TMB, impianti di selezione o trattamento dell’organico, l’Autorità propone di individuare specifici soggetti di riferimento incaricati di rendere disponibili le informazioni sulle fasi successive. 

Cosa può cambiare nei servizi dal 2028

R3 non è, oggi, un nuovo parametro tariffario dell’MTR-3. È un macro-indicatore della qualità tecnica.

Il suo effetto potenziale è però rilevante: potrà orientare sempre più la progettazione dei servizi verso mezzi meno emissivi, percorsi ottimizzati, riduzione dei trasferimenti, impianti più efficienti, maggiore qualità delle raccolte e sistemi informativi capaci di ricostruire l’intera filiera.

In prospettiva, quindi, un servizio di igiene urbana non sarà valutato soltanto per quanto costa e per quanta raccolta differenziata produce, ma anche per l’impatto complessivo generato dal momento della raccolta fino al destino finale.

Consultazione aperta fino al 30 settembre 2026

Comuni, ETC, gestori, operatori e soggetti interessati possono presentare osservazioni e proposte entro il 30 settembre 2026.

La consultazione è disponibile nella pagina dedicata di ARERA:

https://www.arera.it/atti-e-provvedimenti/dettaglio/26/273-26

R3 introduce quindi un passaggio importante: la sostenibilità del servizio rifiuti diventa progressivamente una grandezza misurabile, confrontabile e destinata a incidere sempre di più sulle scelte tecniche e organizzative del settore.

Ultimi articoli

Auguri di una serena Pasqua a partner e clienti

Auguri di una serena Pasqua a partner e clienti

Il tempo che viviamo si contraddistingue per essere intriso di incertezze, difficoltà e conflittualità. Come ha detto Papa Leone XIV alla Veglia di Pasqua nella Basilica di San Pietro “Non mancano anche ai nostri giorni sepolcri da aprire, e spesso le pietre che li...

Segui il nostro canale WhatsApp

Rimani aggiornato!

Condividi su